Introduzione
Nel mondo contemporaneo la mobilità internazionale non può essere interpretata come una funzione neutra o meramente accessoria. Viaggiare, soprattutto verso paesi caratterizzati da instabilità politica, conflitti latenti, crisi endemiche o rivalità geopolitiche aperte, significa esporsi a una pluralità di rischi che travalicano la dimensione fisica. In questo contesto, la travel security si configura come ambito strategico che integra due diligence, intelligence, analisi storica e lettura geopolitica, diventando centrale per imprese, istituzioni e comunità religiose.
Il tema della devozione introduce un ulteriore livello di complessità. I viaggi a carattere religioso o simbolico non sono semplici spostamenti. Attivano conseguentemente narrazioni identitarie, memorie storiche e dinamiche di potere. In paesi a rischio geopolitico, dunque, la devozione diventa uno strumento, un fattore di vulnerabilità ulteriore, trasformando poi il pellegrino in un attore involontario in tensioni politiche, militari e sociali.
Una continuità storica
La storia dimostra come i viaggi devozionali siano sempre stati intrinsecamente rischiosi, sin dal mondo antico. In età medievale ad esempio, pellegrini e missionari, sia nei grandi cammini lungo la Via Francigena che nei più diversificati spazi interni e non, si muovevano in territori frammentati, spesso privi di autorità centrale stabile. Il controllo delle rotte sacre e la protezione dei viaggiatori erano strumenti di legittimazione politica, attraverso cui le garanzie della sicurezza, spesso manifestata con scorte armate, significava mostrare potere.
La dimensione del rischio, così come della costante crisi dettata da guerre, carestie ed epidemie cicliche, non era una anomalia, ma una costante. Brigantaggio, guerre locali o conflitti più estesi, successive persecuzioni religiose, rendevano il viaggio un atto effettivamente pericoloso e, in un certo senso, visti i rischi e le variabili, un atto di fede in quanto tale, non culminante solo nell’arrivo al santuario. Questa eredità storica, propria del Medioevo e definibile fino almeno al XVII secolo con la celebrazione rituale e nobiliare della devozione anche come strumento di potere e comunicazione, oggi si è trasformata. La violenza e il rischio nella contemporaneità, salvo casi estremi, è meno latente ma più strutturata, e gli stessi esercizi della prevenzione, così come cambiano le modalità del viaggio e le tecnologie, si sono evoluti.
Paesi a rischio geopolitico: la devozione transnazionale come esposizione simbolica
Nei paesi contesi, la presenza di pellegrini o viaggiatori religiosi assume un valore che va oltre la sfera privata. La devozione viene letta come segnale politico, dal peso internazionale rilevante. Questo peculiare fenomeno è particolarmente evidente in contesti in cui il sacro è strettamente intrecciato al conflitto. Alcuni esempi rilevanti negli anni si sono verificati sistematicamente a Gerusalemme, in seguito ad esempio a restrizioni di accesso ai complessi sacri, innescando tensioni, o casi più eclatanti in Nigeria, a opera del terrorismo jihadista, come attacchi diretti a minoranze religiose. Più recentemente, a gennaio, sempre in Nigeria, si verificarono attacchi terroristici con decine di morti e rapimento di 86 fedeli, con la conseguente liberazione degli stessi.
Medio Oriente
In diverse aree del Medio Oriente, i luoghi di culto rappresentano nodi sensibili di conflitti irrisolti ed endemici. Episodi di violenza contro pellegrini, restrizioni arbitrarie agli accessi e arresti preventivi di visitatori stranieri dimostrano come la devozione sia costantemente esposta al rischio geopolitico. In alcuni casi, gruppi armati hanno utilizzato la presenza di fedeli come strumento di pressione politica o come mezzo di propaganda, trasformando parimenti il pellegrinaggio in un atto ad alto rischio.
Nel caso della Terra Santa, la mobilità devozionale si inserisce in una stratificazione molto complessa di conflitto storico plurisecolare, memoria religiosa, antropologica e sistemica. I luoghi santi presenti, afferenti a tre religioni diverse, come il Santo Sepolcro, il Muro del pPanto e la moschea Al-Aqsa, non sono soltanto luoghi di culto, ma anche e soprattutto luoghi di grande simbolismo, forma di competizione identitaria, nazionale e religiosa, e conseguentemente luoghi criticamente sensibili.
Asia meridionale
In paesi dell’Asia meridionale, pellegrinaggi verso santuari situati in regioni instabili hanno più volte attirato attentati o azioni violente. In contesti segnati da insurrezioni o tensioni interreligiose, grandi raduni devozionali sono stati percepiti come bersagli simbolici. Gli episodi di attacchi a convogli di pellegrini o di blocchi improvvisi delle rotte mostrano come la vulnerabilità sia spesso sottovalutata in nome della tradizione.
Africa sub-sahariana
In diverse regioni dell’Africa sub-sahariana, missionari e pellegrini sono negli anni stati vittime di sequestri a scopo politico o economico. In questi casi, la devozione espone direttamente al rischio: l’appartenenza religiosa e la provenienza straniera, spesso da aree europee, aumentano il valore simbolico e politico del rapimento o attacco. Tali episodi evidenziano come il rischio non sia solo individuale ma sistemico, e come la travel security debba confrontarsi con attori non esclusivamente statali, ma parimenti altamente organizzati.
Europa orientale e aree di conflitto latente
Anche in Europa, in aree segnate da conflitti latenti o tensioni geopolitiche nell’area ad est, la devozione può diventare un fattore di rischio. Visite a monasteri o luoghi sacri situati in territori contesi hanno esposto viaggiatori a sorveglianza, interrogatori, espulsioni o campagne mediatiche ostili. Il rischio, in questi contesti, è spesso informativo e reputazionale, ma non per questo meno rilevante.
Due diligence applicata al tema dei viaggi devozionali all’estero
La gestione del rischio nei viaggi devozionali in paesi a rischio richiede una due diligence specifica, che tenga conto della dimensione simbolica del viaggio. Non è sufficiente valutare la sicurezza delle infrastrutture o la stabilità apparente del contesto. Occorre interrogarsi su come il viaggio possa essere percepito localmente e su quali narrazioni e criticità operative potrà delinearsi.
Protocollo di due diligence
In dato contesto, la due diligence deve includere:
- Analisi del quadro politico e delle tensioni latenti;
- Valutazione delle dinamiche religiose locali;
- Identificazione dei periodi ad alta sensibilità simbolica;
- Studio dei precedenti storici di violenza o repressione.
L’intelligence svolge un ruolo interpretativo cruciale. Comprendere un contesto significa conoscere le memorie del conflitto, le ferite ancora aperte e le linee rosse non dichiarate. La storia fornisce un delinearsi sistemico e rilevante di pattern ricorrenti, come attacchi durante festività religiose, strumentalizzazione dei pellegrini stranieri in molteplici forme, escalation improvvise legate a eventi simbolici.
Checklist operativa di travel security in contesti devozionali a rischio
Una checklist essenziale include:
- Analisi geopolitica aggiornata del paese e della regione;
- Valutazione del valore simbolico del viaggio:
- Identificazione di precedenti episodi di violenza o repressione;
- Preparazione culturale e comportamentale dei viaggiatori;
- Pianificazione di itinerari alternativi e finestre temporali flessibili;
- Gestione discreta delle comunicazioni e della visibilità di gruppo;
- Contatti locali affidabili e non politicizzati;
- Piani di evacuazione e risposta a incidenti eventuali;
- Monitoraggio costante del contesto;
- Debriefing e aggiornamento delle analisi post-viaggio;
- Capacità di adattamento e pronta reazione.
Per le imprese e le organizzazioni afferenti a tali contesti devozionali, la gestione dei viaggi in contesti devozionali ad alto rischio non è soltanto un obbligo morale, ma una responsabilità strategica. Un incidente che coinvolga anche un solo viaggiatore in un paese conteso e a rischio può produrre effetti geopolitici complessi, reputazionali e legali di vasta portata. La travel security diventa così una parte integrante della governance del rischio.
Conclusione: tra devozione e rischio consapevole
La devozione, nel mondo contemporaneo, non ha perso la sua dimensione di rischio. Al contrario, in un contesto geopolitico frammentato, essa si muove lungo faglie di potere instabili e critiche, come altri articoli del Magazine di Kriptia hanno espresso in vari contributi precedenti. La travel security rappresenta oggi una forma di razionalizzazione di un’esperienza peculiare, di origine antica e dal senso quasi antropologico. La storia in questo contesto insegna che muoversi e viaggiare è stato un potenziale costante esporsi al rischio, e spesso il viaggio è stato ammantato anche di carica politica e simbolica. Comprendere il senso di tale particolarità, vieppiù in condizioni critiche, permette di rispettarlo e prevenire rischi anticipabili, e conseguenze complesse.
Fonti:
https://vocetempo.it/sospesi-non-cancellati-i-pellegrinaggi-in-terra-santa/
Massimiliano Spiga, Ph.D., è Intelligence Analyst in Kriptia. Ricopre unitamente il ruolo di Direttore del Comitato Scientifico e Culturale, nonché Coordinatore dell’Osservatorio sulla Criminalità d’Impresa per Kriptia International. I suoi interessi riguardano, nell’ottica culturale e scientifica di Kriptia, l’equilibrio tra analisi storica, riflessioni contemporanee, geopolitiche e strategiche, con ulteriore attenzione all’analisi dell’informazione e della sua gestione in rapporto a dinamiche aziendali di sicurezza. Attualmente si sta occupando parallelamente del rapporto tra imprese e criminalità, e di studi relativi ad analogie concettuali tra ambasciatori in età moderna e la contemporanea figura dei manager.










































